Alex&Mauro - Allevatori di Canarini di Colore
Alcedo Edizioni - Ornitologia

Italia Ornitologica

Rivista:
ITALIA ORNITOLOGICA

Numero:
Dicembre 2007

Articolo:
Numeri sotto inchiesta:
il dibattito è aperto

[Seconda Parte]

(di Mauro Montanaro)

Leggi la Parte Prima

Chiaramente, alla luce di queste osservazioni, è più facile giudicare un canarino da 93 punti, piuttosto che uno da 88, che potrebbe essere, tra l'altro, un perfetto 90 nella competizione sbagliata. Per cui, mi perdoni la CTN , ma alla didattica di una scheda di 88 punti non ci credo nemmeno io, come sono convinto non ci credono in tantissimi. Ma non è un dramma, non dovrebbe proprio esserlo perché siamo comunque in piena corsa evolutiva, a prescindere da cosa sia la vera didattica.

Il punto è che non si vede all'orizzonte la voglia di innovazione e si ristagna dentro un vecchio modo di operare, con autodifese fin troppo datate, di fronte alla dinamicità impellente, ed ineluttabile, dell'evoluzione. Personalmente affermo che, didattica è il canarino da 93 punti primo classificato che tutti hanno ammirato, davanti al quale tutti si soffermano, ci discutono analizzandolo sotto ogni caratteristica peculiare; nell'era del digitale lo fotografano o lo archiviano nella memoria del cervello.

Didattica è la rivista Alcedo (consentitemi di dirlo) che ci presenta i suoi dettagliati reportage, curati da qualificati giudici FOI, con la descrizione effettivamente analitica dei pregi e difetti, con un corredo fotografico degno della più alta accademia. In questi speciali articoli vengono analizzati tutti i tipi e tutti i considerando vengono descritti con metodo analitico e non mi spiego mai perchè, dialogando alle mostre, molti appassionati o allevatori, che ostentano voglia di crescere, non acquistano libri e riviste di settore di cui possiamo iniziare a vantarci di averne tra le più qualificate al mondo.

Da una parte si parla di didattica, dall'altra della negligenza ad investire in cultura , perché diciamolo si spendono buoni soldi per un discreto soggetto e mai per un ottimo libro. Insomma, chi vuole raggiungere un obiettivo si documenta prim'ancora di avventurarsi nell'esperienza. Fermarsi al concetto di didattica di fronte ad un proprio canarino da 88 punti, per capirne i difetti, da che esiste l'insegnamento, è un modo inverso di imparare, oltremodo riduttivo e scoraggiante.

Didattica sono i giudici e gli allevatori che, a verdetto stilato, si soffermano a conversare, andando istintivamente a guardare quel meraviglioso 93 punti, che come un faro indica il porto d'arrivo. Si potrebbe anche andare a valutare un canarino la cui scheda è da 88 punti, ma potrebbe essere un canarino da 90 punti capitato nella mostra sbagliata e quindi persino forviabile, capace di suscitare più polemiche e dubbi ; oppure basterebbe anche il punteggio sommario perché, mediamente, ci troveremmo di fronte ad una scheda che riporterebbe penalità dappertutto, tali da definirlo globalmente mediocre .

Pertanto, sarei concorde col fatto che la scheda possa essere sintetica, col solo valore numerico, per tutti quei soggetti ad di sotto del premio d'onore, perché da un 90 punti si può evidentemente apprezzare qualche caratteristica su cui impostare un lavoro genetico e selettivo.

Questa concomitanza mi lascia ancor più perplesso perché, mentre la CTN rivanga l'utilità di un giudizio analitico per tutti i canarini in gara, per finalità didattiche indipendentemente dalla qualità, nel precedente N° 5 della stessa I.O. si legge che, nelle attività di Comacchio 2007, il Presidente Cirmi ha preannunciato che da quest'anno partirà la sperimentazione del giudizio sommario con la sola apposizione del punteggio globale per quei canarini al di sotto del premio d'onore. Questa nota la trascrivo per non apparire bugiardo nelle mie precedenti affermazioni, allorquando alludevo alle contraddizioni.

Sulla didattica, quella che ci viene spesso propinata a giustificazione e merito del lavoro puntuale del giudice (che comunque mai biasimerei), avrei altro da dire, perché non sempre il nostro mondo corrisponde al vero assoluto, ma non per incompetenza o distrazione, ma semplicemente perché un siffatto concetto appartiene all'ideologia pura.

Purtroppo, come mi capita spesso di dire, il punto di scarto è uno step troppo grosso per la diversità minima espressa dai canarini in gara e lo è ancora di più quando incide all'interno di uno stesso considerando, perché un conto è 27 punti al tipo, ben altro è 26. Un grande allevatore lo definirebbe persino abisso .

Decisamente parliamo di soglie elevate che definiscono in partenza due livelli di canarini differenti, perché con il secondo valore non andremmo quasi mai a premio d'onore, in un'epoca, tra l'altro, dove il 90 punti non riesce nemmeno a vincere. Ok, si potrà dire che non è sempre vero, ma continuo a ripetere che la questione non è questa, la questione è trovare un'innovazione, senza trincerarsi dietro opinioni didascaliche e didattiche.

Ma avete mai visto come si elegge un campione di razza per il canarino di colore? Io l'ho visto, lo ritengo anche un metodo accettabile, ma per troppi versi in antitesi con le definizioni di didattica o di giudizio inconfutabilmente analitico.

In tutte le mostre che ho seguito ho visto mettere su un tavolo tutti i soggetti che avevano ottenuto 92 punti. Ogni giudice li ha osservati tutti ed ha espresso un voto segreto. Ovviamente, non ci fu mai un giudizio unanime perché ognuno si è lasciato influenzare dal tipo che amava di più, trovandosi di fronte a canarini di quasi pari valore. Purtroppo anche i gusti personali possono condizionare, per una non perfetta familiarità con tutti i tipi riconosciuti.

Fin qui tutto funziona, ma il fatto di strappare la scheda per riproporla con un vistoso 93 punti, al fine di evidenziare un Campione di Razza , è sintomo di arbitrarietà, oltremodo scostumato di fronte al primo giudizio analitico che in tal senso diventa assolutamente artefatto!

Per me questa non è didattica, perché il canarino da 92 punti è diventato 93 per l'abbisogna, giustificando un aspetto relativo, esclusivamente legato alla necessità di quella mostra: eleggere un Campione di Razza. La stessa licenza di modificare un giudizio è irrazionale.

Il dissenso maggiore si può avere per conseguenza di questo escamotage. Ovviamente, il campione di razza ha lasciato il podio della sua tipologia al 91 punti che lo seguiva in classifica, ma si creavano problemi per il secondo classificato da eleggere tra i diversi 90 punti in concorso. Fu ricompilata la scheda per il nuovo primo classificato , elevandolo al grado di 92 punti e, cosa ancor più drammatica, furono ripresi tutti i 90 punti, per eleggerne uno da premiare con un innovativo ed occasionale 91 punti, per decretare il secondo .

Se questa è didattica, io grido: fermate il treno perché voglio scendere!!! Se poi qualcuno vorrà asserire di essermi trovato davanti a degli episodi occasionali, non ci credo e scendo lo stesso.

Ripeto, non sono critiche, non voglio o pretendo che qualcuno mi spieghi un perché o un percome. Sono evidenze per segnalare che qualcosa non va, togliendosi maschere e imbarazzi di dosso, soprattutto quando si tenta di tutelare un metodo ormai troppo incatenato dentro se stesso che trova persino difficoltà nel dare giusti voti in un inconscio timore di elevare diversi ex equo; e sono i giudici i primi a soffrirne, perché non possono esprimere quel minutissimo scarto che è palese e che comunque essi, da esperti, vedono. I giudici alla fine fanno una brutta figura.

Quindi, voltiamo pagina. Lasciamo la didattica (nel terzo millennio) ai canarini stravolgenti che sono magistralmente sfacciati; lasciamola ai testi, alle esperienze di grandi allevatori, alle fotografie; lasciamola alla cultura specifica, alla voglia di apprendere e studiare; e cerchiamo di innovare il sistema con una logica migliore perché alla fine non c'è bisogno di rovesciare il palazzo, ma semplicemente ragionarci sopra.

Per esempio, il mondo del calcio, vecchio com'era, si è evoluto con l'immissione dei play-off che in canaricoltura sarebbe un sistema eccezionalmente ideale , a mio modo di vedere. Per certi versi andrebbe a ricollegarsi alla similitudine del dott. Putto con le esposizioni canine.

Insomma, si potrebbe fare una sintesi di metodi per poi giungere ad un risultato più unilaterale, più equo, più adatto a noi, che alla conclusione dei fatti snellirebbe le procedure, allevierebbe il lavoro e i dubbi dei giudici, ed inserirebbe quella componente umana che non guasta, quasi fosse l'imprevisto del momento.

Con i play-off intendo dire: stabilire i punteggi in modo assoluto (giudizio singolo, un canarino per volta) e se si riscontrano un numero elevato di 93 che si equivalgono per compensazioni minime, assegniamoli; poi, alla stregua di un campione di razza, tra questi scegliamo il podio, senza manomettere le schede, semplicemente apponendo una simbologia appropriata che definisca che, tra tanti campioni, la commissione (quindi l'occhio umano di quella manifestazione) ha deliberato un primo, un secondo ed un terzo classificato. Delibera che può scaturire decisamente dal migliore stato di forma del soggetto in quel determinato momento, dal colpo d'occhio, o per quel quid , leggero ed impercettibile come il soffio di una piuma.

Nella stesura delle classifiche trascriverei i prime tre, evidenziandoli con i numeri d'ordine: 1°, 2°, 3°. Poi tutti gli altri punteggi in ordine decrescente, ma senza attribuire ordini numerici da collegarli ad una graduatoria, come dire tutti ex equo, chiaramente per gli equipollenti. Con questo concetto toglierei la scala valori che fa perdere solo troppo tempo ed è anche improduttivo, soprattutto ai fini conclusivi per piazzamenti di secondo piano. D'altra parte decadrebbe anche per la definizione del podio, essendo l'occhio umano a stabilire la sequenza dei premi.

I canarini con punteggio superiore al premio d'onore riceveranno la scheda analitica, gli altri (89 e 88 punti) quella semplicemente con punteggio globale.

I canarini con punteggi da 87 in giù non dovrebbero ottenere valutazione , perché vedere un valore molto basso non è didattico e tanto meno invogliante, specie se trattasi di un principiante. Se poi l'allevatore vorrà capire il suo fuori standard , potrà chiedere lumi ad altri più esperti, potrà studiare.

Questa potrebbe essere un'ipotesi. Ciò che vorrei far capire è che potrebbe importare meno se non si vince, ma vedere che il proprio canarino ha ottenuto 93, 92 o 91 punti lusinga davvero, e non dovremmo stare nemmeno a cavillare più di tanto, specie se si riscontra onore, merito ed un congruo giudizio.

Un canarino di pregio, penalizzato eccessivamente, suscita critiche, soprattutto perché fa perdere quell'audience, quell'attenzione dell'acquirente, e quell'autenticità che un solo un giudizio assoluto saprebbe dare.

Se qualcuno ritenesse che le mie asserzioni siano frutto di basi inventate, o artefatte dall'irrazionale fantasia, prenderei spunto da un ulteriore aspetto, poiché è un'altra considerazione che mi ha sempre stimolato e che viene involontariamente, sempre a mo' di contraddizione inconscia, citata proprio dalla CTN nell'articolo di risposta che ho preso in esame.

Il pezzo cita testualmente: Inoltre non dobbiamo dimenticarci che la selezione del Canarino di colore negli ultimi anni ha raggiunto un livello tale da definirsi d'eccellenza, per cui si possono ammirare soggetti che solo alcuni anni fa non immaginavamo possibile , poiché il valore medio dei canarini esposti è aumentato notevolmente , riteniamo quindi giusto e doveroso che il visitatore, più o meno interessato, possa avere la possibilità di analizzare dettagliatamente tutti i giudizi.

Lo studio da me condotto, e presentato nei suoi numeri matematici nel precedente articolo, ha dimostrato come la media del giudizio, per quanto riguarda i singoli, è stata di 88,80 punti . E' sottinteso che, essendo un valore di poco rispetto poiché molto ad di sotto del premio d'onore, trova il mio disappunto in quanto asserito dalla CTN. Quindi alla constatazione che il livello qualitativo è stato effettivamente elevato, aggiungo che, è stato evidente nelle gabbie (concordo), sicuramente non è stato corrisposto nelle schede.

Questa, purtroppo è la verità che non consola, poiché se da una parte siamo tutti convinti che il livello qualitativo è eccellente, se non straordinario, dall'altra stiamo inchiodati da decenni dentro delle valutazioni statiche, che ci penalizzano e sono refrattarie alle evoluzioni. Per spiegare meglio questo concetto devo ancora invocare una dimostrazione per assurdo.

Volendo fare un illusorio parallelo, andrei a riprendere i giudizi di un C.I. di circa vent'anni fa, per evidenziare la contraddizione di quanto sopra trascritto in grassetto. Nell'allora graduatoria si evincerebbe che, in un determinato tipo, tre canarini si erano piazzati ai primi tre posti con i rispettivi e canonici punteggi da C.I.: 93, 92 e 91 . Bene, ora prendiamo ipoteticamente il primo classificato di quell'anno e poniamolo in gara, con i soggetti dello stesso tipo, nell'ultimo C.I. di Forlì: cosa accadrebbe? Non vorrei rispondere, perché a me viene da dire che quel vecchio 93, oggi otterrebbe un punteggio al di sotto del premio d'onore e non si potrebbe neppure gridare allo scandalo, perché ci troviamo di fronte a ciò che la CTN conferma, cioè che il livello qualitativo ha raggiunto livelli d'eccellenza.

Quindi, senza addentrarci in elucubrazioni di tempi diversi, di evoluzione etc. . Quello che deve far riflettere è come mai siamo tutti concordi su questa stravolgente evoluzione, mentre i giudizi sono rimasti inchiodati nella notte dei tempi?

Mi viene da supporre che se vent'anni fa un canarino otteneva 93 punti, al giorno d'oggi dovremmo essere su punteggi più ragguardevoli per giustificare tutta questa eloquente metamorfosi, visto che effettivamente c'è stata un'esaltante proiezione, avvalorata dalla testimonianza di chiunque.

Invece cosa è successo? Lo standard per l'intero periodo è rimasto pressoché immutato, i canarini sono saliti di livello e il giudizio è rimasto statico dentro una funzione relativa, perché di più non si può; perché non ha ulteriore spazio per andare di pari passo con la selezione; perché non è facilmente innovabile; perché è inchiodato dentro uno schema troppo rigido che non ha mai previsto l'inattesa evoluzione.

Pertanto, stiamo dimostrando che la canaricoltura non contempla, vista da questa metodologia, una valutazione analitica ed assoluta, perché apre e chiude parentesi, di mostra in mostra, di anno in anno .

Così, non si potrà mai dire chi detiene il record assoluto nella tipologia Pheo Bianco, perché la storia ha ammassato punteggi identici, ma i canarini non sono mai identici . L'atletica leggera, il nuoto, lo sport in generale, insegnano che più sono aumentate le tecniche di allenamento, più il genere umano evolve e più si ottengono primati. In favore di questa problematica potrebbe venirci a salvare la frazione di punto, il decimo, il centesimo . Anche questo è un fatto da poter considerare.

Concludo. In fondo, in questo secondo intervento avrei dovuto parlare di stamm, ma l'argomento intrapreso ha richiesto troppa attenzione e ne vorrebbe ancora dell'altra per affrontare ulteriori perplessità. Il problema di trovare la soluzione migliore, dal mio personale punto di vista, è un aspetto secondario. Le soluzioni potrebbero essere diverse.

Il principale dilemma semmai sarebbe la considerazione se si ha veramente voglia di cambiare, perché le soluzioni più allettanti il più delle volte sono nelle stesse profetiche idee le si ascoltano lungo i corridoi di una mostra e sembrano tutte intriganti e stimolanti. Mi chiedo come mai non le sentano gli organi competenti, essendo discussioni in casa loro.

Il grido più unanime è sempre quello di creare giudici specializzati , perché non è affatto vero che i responsi sono sempre attendibili ed infallibili. Una riflessione da fare, per esempio, è: come mai gli allevatori, anche i mostri sacri espongono, nella stessa tipologia, soggetti che alla fine si piazzano sia ai primi che agli ultimi posti? Ognuno risponda come crede, probabilmente nelle stesse risposte ci saranno annidate alcune soluzioni.

Per quanto mi riguarda affermo che se si sapesse in anticipo chi giudicherà i Nero Opale, i Satinè Gialli, o i Phaeo Rosso Mosaici, si saprebbe, prevedendo le firme di altisonanti giudici, quali canarini ingabbiare perché non ci sarebbero dubbi. Perdonatemi, è la casualità del giudice a non far lasciare nulla di intentato, specie in coloro che vogliono quel titolo di Campione Italiano.

Non me ne vogliano i giudici, ma la canaricoltura sta crescendo perché gli allevatori hanno capito che c'è bisogno della specializzazione; e così, come gli allevatori hanno considerato che per vincere bisogna dedicarsi ad un solo tipo, magari un paio, i giudici dovrebbero specializzarsi in pochi tipi per avere in mano lo scettro più veritiero.

Sarebbe tutto più facile, più omogeneo. Come si può pretendere l'universalità dei giudici con la canaricoltura che straripa nell'evoluzione, con le nuove mutazioni alle porte della quotidianità, tenendo ulteriore conto che stiamo parlando prevalentemente di un hobby?

Giudici specializzati da inviare nelle mostre come commissioni specialistiche. Tutti ce ne avvantaggeremmo, i giudizi sarebbero indiscutibili, le valutazioni omogenee, le indicazioni didattiche eloquenti, le operazioni più veloci, gli allevatori più soddisfatti.

La canaricoltura tutta se ne avvantaggerebbe e scriveremmo ulteriori pagine di traguardi strepitosi. La domanda che mi pongo sempre è: come può un giudice valutare i canarini di chi ne produce 700 l'anno dello stesso tipo? Un allevatore di tale competenza non credo sbagli ad ingabbiare, questi li vede nei riproduttori, li studia nella crescita, li osserva mentre mutano e sa pregi e difetti di tutti. Un allevatore di tale fatta è ancor prima un giudice, per cui chi può giudicare i suoi canarini, se non uno specialista che ha visitato tanti allevamenti, che ha visto tanto, che conosce perfettamente quel tipo?

Una volta un giudice a Reggio Emilia mi ha spiegato che nel suo allevamento dispone di un paio di coppie per tutti i tipi, al fine di familiarizzare attraverso la stessa pratica. Eppure, gli allevatori ancora riescono a conoscere i propri super selezionati campioni, nonostante ne abbiano a disposizione più di cinquanta coppie. Non mi dilungo, il concetto è spontaneamente chiaro.

Per cambiare non dovremmo mai rinchiuderci dentro i soliti luoghi comuni, o dentro l'idea che da anni sopravvive, come fosse immortale. Siamo nel 2007, la FOI ha un sito internet e sarebbe persino sufficiente indire dei referendum per chiedere se va bene il giudizio sommario per i punteggi al di sotto del premio d'onore; poi si potrebbe fare un sondaggio su un altro accorgimento.

Vox populi, vox dei . Forse non saranno dati attendibili al 100%, ma cosa costa provare? Almeno si inizia a far chiarezza e non a cantarci i soliti ritornelli stereotipati.

Naturalmente, le operazioni di giudizio vanno snellite, evitando il superfluo e il ridondante, leggi schede sintetiche per punteggi bassi. I canarini vanno premiati per il loro effettivo valore assoluto a costo di creare una sfilza di ex equo, perché dove si guadagna un punto per il tipo lo si può perdere nella varietà . e via dicendo, ecco che si riequilibrano. Chi è una spanna sopra il gruppo, deve andare oltre, sui 94, 95, 96 . 100, anche perché se vent'anni fa si agguantava qualcosa come un 93 punti, adesso risulta che quel qualcosa è fuori posto. Dare un bel punteggio deve riempire d'orgoglio, mentre si nota troppo spesso una recondita tendenza a voler penalizzare eccessivamente, e sono convinto involontariamente.

Comunque, nell'espressione blasfema, potrei ardire che nello standard trascritto, a dispetto di quanto si vocifera ancora, il canarino perfetto esiste , forse sono solo i Criteri di Giudizio non l'hanno mai contemplato davvero e non hanno mai contemplato l'extra . perchè ne abbiamo visti di questi alieni in gara.

Immaginiamo di oltrepassare vent'anni in un solo colpo: al C.I. dell'epoca veniva ingabbiato un Nero Giallo Intenso con tre rigoni sulla schiena, senza più feo, come quelli che vincono adesso; oppure un Phaeo con una carica di bruno incommensurabile, al cospetto di quelli slavati di allora. Cosa sarebbe successo? Si sarebbe pensato a nuove mutazioni o un giudice avrebbe detto: ecco il canarino perfetto da 100? Comunque, scherzi a parte avrebbero ottenuto un mastodontico 96, mentre adesso ci siamo abituati allo loro magnificenza e li consideriamo dei meravigliosi esemplari, ma dei normalissimi 90 punti.

Si potrebbe persino rivedere la scheda di giudizio, innalzandola a 400 punti. E' intuibile capire che più variabili si hanno a disposizione e più è possibile una graduatoria scalettata, in questo senso avremmo inserito ¼ di punto.

Potrebbe persino essere l'innovazione giusta per chiudere col passato, riazzerare i conti, perché tutto è improvvisamente mutato (e questa volta per davvero) . basterebbe la voglia di una nuova idea per . continuare a vivere di pura passione.

Grazie per l'attenzione.

 
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