Bravissimi,
ho appreso dell'esistenza di questo sito internet e devo dire che è ben fatto. Mi piacciono le foto e le rubriche che s'intendono sviluppare. Non sono un allevatore molto esperto, ma nemmeno mi definisco alle prime armi. Però, ho molte perplessità circa il modo di condurre l'allevamento nelle diverse fasi dell'anno. Per questo vi chiedo e chiedo a tutti quelli che leggono: avete dei consigli da dare riguardo i metodi di allevamento per lo svezzamento dei nidiacei, alimentazione perché i riproduttori siano pronti per la stagione cove. Grazie per la risposta e di nuovo complimenti.
(allevatore siciliano)
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Nella sezione relativa alle ESPERIENZE ho già pubblicato un mio intervento che riguarda alcune problematiche della riproduzione. Nel tempo cercherò di esprimere ulteriori considerazioni. Mi sono proposto di scrivere qualcosa anche per l'allevamento, preparando un articolo che possa affrontare alcune tematiche. Quindi, in qualche modo faccio una premessa sul mio punto di vista a riguardo. Parto dall'affermazione che accompagna il nostro modo di interpretare la canaricoltura, specificando ogni volta che non ci sono delle regole inoppugnabili che determinato in modo unilaterale la conduzione di allevamento. Con questo voglio dire che, fermo restando il rispetto per alcuni fondamentali aspetti, per il resto ognuno dovrebbe impostare il proprio aviario su un sistema molto personale che prende spunto da tante esperienze ascoltate in giro. Ormai s'è scritto tanto e quindi mi sembra superfluo dire che ci sono pastoncini con composizioni studiate per ogni fase della vita del canarino. Così esistono integratori e ogni ben di Dio per ottimizzare al massimo il rendimento dei nostri campioni. Non mi pronuncio, perché per me va tutto bene se impostato nel rispetto di un programma bilanciato e sperimentato. Ecco un punto importante. Spesso si vedono allevatori che cambiano un prodotto per sentito dire da un amico che (probabilmente) vince di più e svezza più novelli. Ogni regime alimentare va ponderato e valutato per un lungo periodo, affinché gli animali possano avere il tempo di abituarsi al cibo e anche all'ambiente. I cambi di metodo devono essere di piccola entità e valutati sempre con molta parsimonia. Alla base della buona riuscita di un'ottima annata al primo posto metto sempre lo stato psicofisico dei riproduttori che, se tenuti in locali ottimali e a conduzione alimentare pressoché standard senza eccessivi sbalzi e alterazioni, danno una risposta quantitativa e qualitativa senza ricorso ad alcuna alchimia. Nel nostro allevamento non abbiamo mai praticato quei fantomatici trattamenti precova e sconsiglio chiunque a praticarli senza un'esigenza suffragata da un veterinario, così da tempo abbiamo abbandonato i trattamenti programmati di vitamine per stimolare la riproduzione. Il regime alimentare di base lo integriamo con grani germinati (e il termine non è inopportuno, perché la base è proprio il grano con l'aggiunta dei semi neri da germoglio). Le vitamine, se non previste in ponderata dose nei pastoni, li integriamo giornalmente senza mai esagerare. Parlando di preparazione dei riproduttori la strategia fondamentale per stimolarli è collegata al fotoperiodo. Canarini che percepiscono in modo naturale l'allungamento della giornata daranno una risposta immediata identificata dallo stesso aggettivo: naturale. Per quanto riguarda, invece, lo svezzamento suggerirei un ottimo libro di canaricoltura, magari piuttosto attuale per conoscere i nuovi elementi studiati negli ultimi anni. Rappresenta una guida interessante sia per il novizio che per l'esperto, perché molte volte dimentichiamo gli aspetti più istintivi e semplici.
IMPORTANTE: Chi volesse aggiungere la propria opinione riguardo questo argomento, può scriverci in email facendo riferimento alla domanda in questione. Sarà un piacere pubblicare i punti di vista di esperti e semplici appassionati. Grazie. |