Formulo la stessa domanda che tempo addietro esposi sul forum di Chieppa Verdi&Ardesia, alla quale non ho avuto ancora risposta.
Posto che i colori delle penne sono determinati da pigmenti e da interferenze della luce con la struttura della penna stessa, vorrei sapere dai più esperti come si produce realmente l'effetto tyndall che è la caratteristica opalescenza blu del tipo opale, ossia vorrei sapere se l'opalescenza dipenda solamente da una certa diffrazione della luce sul piumaggio o piuttosto da una particolare distribuzione di pigmenti melaninici e lipocromici, che danno poi tale effetto azzurrino al piumaggio, poiché ho constatato che non in tutti i tipi opale tale effetto è realmente presente specialmente in relazione alla varietà ed alla categoria.
Da quanto ho potuto constatare personalmente, la maggiore evidenza di tale effetto si ha nel tipo Agata opale a fattore rosso intenso, invece si riduce considerevolmente nella categoria brinato e mosaico. Nel tipo Agata opale a varietà bianco è quasi assente, infatti la tonalità dell'effetto tende al grigio e da quanto mi dicono pare che ciò si verifichi anche nelle varietà giallo e rosso avorio. Mi permetto però di far constatare che dispongo di due soggetti agata opale rosso avorio brinato che presentano in modo abbastanza evidente la tonalità azzurrina sul disegno e da quanto ho letto sul libro "I colori nel canarino" di Canali, testualmente cito: " . pare che l'Avorio esalti maggiormente l'opalescenza in quanto il fondo avorio tende ad esaltare l'espressione melanica, evidenziandola. Quindi l'avorio non interferisce sulla melanogenesi ma solamente la evidenzia, cioè sottolinea la melanina a livello fenotipico. Stando così le cose i melanici ossidati sono avvantaggiati se di varietà Avorio, mentre i melanici diluiti sono svantaggiati se appunto di varietà Avorio".
Ho inoltre costatato che nel tipo Isabella opale tale effetto, a prescindere da varietà e categoria, è pressoché inesistente. Nel tipo Bruno opale, la tonalità azzurrina è completamente sostituita da quella grigia, come se si trattasse di un onice, cosa che ho personalmente potuto osservare nella categoria mosaico, non so in quella intenso/brinato, ma credo che non cambi di molto. Nel tipo Nero opale infine da quello che ho potuto constatare, la tonalità è perlopiù grigia, anche se su un articolo apparso di recente su Alcedo a Sua firma, Lei parla di due linee di nero opale, il "nero opale nero" ed il "nero opale blu" a secondo che la tonalità opalescente sia più o meno tendente al grigio o al blu. Questa mi sembra un'interessante questione da dirimere. Come deve apparire realmente l'opale e come si deve ottenere l'opalescenza azzurrina, ossia quali sono geneticamente, sia a livello di fenotipo che di genotipo, i fattori che influiscono sulla costruzione dell'effetto tyndall, l'opalescenza blu tipica del canarino opale? Grazie.
Tommaso (Roma) |
Grande Tommaso,
premetto che con la passione che infondi e con la costante ricerca di perfezione presto sarai annoverato tra i più importanti allevatori del nostro panorama nazionale. Lo penso, te lo auguro di cuore.
Per prima cosa ritengo che la mancata (o non immediata) risposta sul sito di Chieppa sia da addebitare unicamente ad una questione di tempo o ad una svista, perché, pur non conoscendolo personalmente, apprezzo da tempo la sua dedizione e disponibilità, oltre alla comprovata esperienza nel nostro campo. Inviterò personalmente Francesco a prendere parte con un suo intervento alla nostra discussione.
Entro in merito alla tua domanda che sinceramente meriterebbe la dedizione di un trattato, perché il Canarino Opale è una meraviglia della canaricoltura e in ogni tipo base ha una manifestazione a se. Pertanto sarebbe augurabile l'intervento di più interlocutori al tuo quesito, magari attraverso allevatori specializzati nei rispettivi tipi, e giudici. Per prima cosa direi, per rispondere al titolo della domanda, l'opalescenza non si ottiene ma fa parte integrante del tipo opale. Infatti, si intuisce che la formulazione dell'intera domanda era finalizzata al concetto su come si possa ottimizzare tale caratteristica.
Qualcosa di importante si è scritto negli ultimi tempi e ritengo che l'articolo più esaustivo che sia stato redatto non sia il mio che tu citi, ma l'altro precedente, sempre pubblicato sulla rivista Alcedo nel numero Nov/Dic 2006, stilato da Alfonzetti e Crovace, due eminenti giudici e grandissimi appassionati del fattore opale. Ti inviterei non tanto a leggerlo, ma a studiarlo con attenzione, perché in esso troverai molte risposte a quanto mi chiedi. Pertanto, se esiste una letteratura a riguardo è giusto attingere dalla fonte, piuttosto che rigirarti concetti già espressi da altri, passandoli per personali. Le annate arretrate di Alcedo possono essere richieste, contattando direttamente la redazione (clikka QUI).
Dal mio punto di vista posso rispondere a quanto riferito al Nero Opale, perché come ben sai lo alleviamo con eccellenti risultati e a riguardo ti posso anticipare alcuni dei primi risultati degli accoppiamenti di questo 2008.
L'effetto "azzurino", o meglio azzurrognolo specialmente se riferito al Nero Opale, è un effetto cromatico di natura fisica. Tale manifestazione fenotipica rientra nella definizione dello standard del tipo Opale, assumendo oculatamente la definizione di "opalescenza". Dal mio punto di vista è un aspetto imprescindibile per la definizione del tipo Opale. Risulta essere una manifestazione quantitativa, proprio perché generata dalla disposizione del pigmento melanico nella parte inferiore della penna. Tra l'altro per lo stesso motivo si può addebitare, di riflesso, all'opalescenza le tanto temute imperfezioni del piumaggio. Tanto per essere pratici (riferendoci ai tuoi Agata), se prendi un canarino classico e allarghi la sua ala, osservando attentamente la parte esterna e quella interna, noterai che la faccia superiore è più scura della faccia inferiore. Lo stesso esperimento se fatto con un Agata Opale ha una risultanza inversa e cioè che la zona sottostante delle penne è più scura della superiore. Questi concetti sicuramente li avrai già appresi, ma li trascrivo comunque per interesse generale.
Ogni volta che dico questa cosa mi viene istintivamente da esclamare: meraviglioso!!! Perché è una peculiarità che in canaricoltura possiede solo il tipo Opale.
Perfetto anche quanto hai estrapolato dal libro di Canali che, senza ombra di dubbio, è un faro per tutti gli allevatori. Infatti, riguardo alle perplessità da te esplicitate, direi che sostanzialmente il fattore opale non va ad interferire mai con la varietà o la categoria. In tal senso, essendo l'opalescenza un aspetto quantitativo, poiché generato dalla dislocazione dei melanosoni nella parte inferiore della penna, la stessa può differenziarsi da un soggetto e all'altro solo dalla purezza o eccellenza del canarino.
Sulla questione del Giallo Avorio ho stilato un articolo proprio insieme al giudice, nonché amico, Diego Crovace, sperando che presto appaia sulle pagine della rivista Alcedo, la quale mi ha onorato riservandomi una rubrica dal titolo "Ritagli di Colore" che vuole rappresentare un ulteriore interesse verso questa specialità. Già in questo numero in uscita (Feb/Mar 2008) troverai un mio intervento molto intrigante che ti invito a leggere.
Ovviamente, è risaputo che giudicare un canarino opale è compito difficile perché, essendo interessata la componente fondamentale della rifrazione della luce, necessita una particolare condizione di inclinazione solare, mai diretta (assolutamente in luce diurna) e quindi un banco di valutazione che permetta di poter osservare il soggetto da diversi punti di vista. Però, sappiamo come l'occhio umano si lasci condizionare da diversi aspetti cromatici e quindi non possiamo non tenere conto della componente "contrasto". Con questo voglio dire che quando mi dici che nell'Agata Rosso intenso l'effetto azzurro è più evidente che in un brinato, oppure quando accenni che è di altra tonalità in un bianco, in tal senso mi sento di affermare che è un effetto visivo condizionato dall'eccessivo contrasto dei colori, perché la composizione morfologica della struttura della penna non dovrebbe variare di molto, trovandoci all'interno della stessa tipologia. Per questa inevitabile circostanza le varietà necessitano di un giudizio indipendente. Nel concetto dell'Isabella Opale è ancora più evidente, ma in tal caso siamo entrati in un'altra differenziazione e quindi la quantità/qualità di pigmento tra parte inferiore e parte superiore della penna è poco evidente, in soggetti di scarso pregio è persino inesistente. La COM , a riguardo, ha escluso dal giudizio gli Isabella Opale.
Per i Nero Opale, e qui si entra nel mio campo specifico, ritengo che la selezione si stia dirottando su due linee diverse che schematicamente ci azzardiamo a definire "Linea Blu" e "Linea Nera". Va detto e sottolineato che queste linee non esistono in alcun regolamento e tanto meno nei Criteri di Giudizio. Geneticamente sono entrambi soggetti Nero Opale che, per una ricerca selettiva, vanno ad esprimersi con aspetti fenotipici evidentemente diversi. Quindi, solo per spiegare meglio i concetti, mi permetto di appropriarmi della classificazione che istintivamente ci viene da attribuire.
La Linea Blu non è altro che il Nero Opale che abbiamo ammirato fino a qualche anno fa. Ultimamente, però, si sono visti in scena stessi canarini attraverso una tipologia che sarebbe da definire diversa, manifestatamente più scura. L'analisi dei soggetti, osservati attraverso la caratteristica dell'opalescenza, dimostra che la Linea Blu ha la faccia inferiore della penna più scura della superiore (come da regolamento), mentre la Linea Nera si manifesta come un Nero classico, azzerando proprio il concetto "unico e privilegiato" di opalescenza.
La mia opinione sarebbe quella di penalizzare gli eccessi, perché dal mio modesto punto di vista uno standard deve essere contenuto all'interno di linee estreme per cui, come si penalizzano i difetti, devono essere penalizzati gli eccessi. Il problema, come si può intuire, è di più ampio raggio, perché mentre in Italia si potrebbe preferire la Linea Blu a livello internazionale vengono privilegiati quelli quantitativamente più neri, a discapito della stessa opalescenza che ripeto è la primaria qualità che fa esclamare il fatidico: meraviglioso!!! Sarebbe opportuno trovare una via di mezzo con la considerazione di entrambe le linee indispensabili per raggiungere un obiettivo il più unilaterale possibile.
Alla mostra scambio dell'Internazionale di Reggio Emilia gli allevatori stranieri guardavano, quasi scandalizzati, i nostri Nero Opale con espressione Blu, ritenendoli persino troppo chiari e slavati. Erano invaghiti al cospetto di quelli di Linea Nera, quasi fossero esclusivamente ammaliati dell'aspetto quantitativo della melanina.
Cosa preferirei allevare? ... Conta poco.
Quest'anno abbiamo investito su alcuni canarini Nero Opale di Linea Nera e stiamo ottenendo soggetti che, analizzati fin da piccoli, non mostrano affatto diversità cromatica nelle opposte facce delle ali. Nell'articolo pubblicato su Alcedo, che invito tutti a leggere, nel quale ho intervistato l'allevatore Fabio Sottoriva, da grande esperto qual è asseriva che, nelle sue valutazioni analitiche, l'accoppiamento in purezza conduce alla Linea Nera, mentre l'uso dei portatori a quella Blu. In sostanza, dai nostri primi esperimenti, sono risultati che i soggetti di Linea Nera producono soggetti quantitativamente più scuri, indipendentemente che si accoppino con puri o portatori. Forse, per capirci meglio, dovremmo risalire la corrente per individuare come sono nati i primi soggetti di Linea Nera, se attraverso accoppiamenti reiterati in una determinata direzione selettiva, una sorta di modificazione genetica all'interno dello stesso tipo, introduzione di altre tipologie, comunque praticate per la sconvolgente proiezione verso il primato di ulteriori tipi.
La situazione attuale del nostro allevamento è la seguente: due linee selettive, perché ci saranno mostre nazionali in cui qualche giudice privilegerà i Nero Opale classici (Linea Blu) ed altre (internazionali) dove i 92 punti della Linea Blu saranno classificati con punteggi bassi. Non dimentichiamoci che quest'anno c'è il mondiale in Italia e questo avvenimento rappresenta una vetrina di grande prestigio. Per cui noi ci stiamo preparando per confrontarci con tutti i giudici, poi ... vinca sempre il migliore.
IMPORTANTE: Chi volesse aggiungere la propria opinione riguardo questo argomento, può scriverci in email facendo riferimento alla domanda in questione. Sarà un piacere pubblicare i punti di vista di esperti e semplici appassionati. Grazie. |