Alex&Mauro - Allevamento Canarini di Colore
 
 
 
Alcedo Edizioni - Ornitologia
Esperienze di Allevamento

DIPENDENZA ORNITOLOGICA DI UN ALLEVATORE DI CANARINI
(a cura di Marco Zampetti)

Ho iniziato con questo titolo perché mi sembra quello che più rispecchia la mia situazione. La chiamo dipendenza ornitologica in considerazione che sono anni che cerco di smettere per vari motivi famigliari e di lavoro, ma come la droga da dipendenza, anche il mondo degli uccelli dà dipendenza.
La dimostrazione l’ho avuta con il passar degli anni che mi hanno visto sempre immergermi nello sfrenato mondo dell’allevamento dei nostri amati canarini, senza mai riuscire ad abbandonarlo. La mia avventura ornitologica espositiva inizia nel 1987. In quella data per puro caso venni a sapere di una mostra ornitologica che si svolgeva vicino casa.
Da premettere che la mia passione per gli uccelli (cardellini, verzellini, verdoni ecc.) è nata sin da piccolo. Come tanti, passavo intere giornate alla ricerca di nidi dove trovare qualche piccolo per cimentarmi nell’allevamento, ma con scarsi risultati.
In quella stupenda domenica di ottobre mi recai presso la mostra ornitologica che si svolgeva se non ricordo male nel comune di Ciampino (RM) e da quel momento in me si riaccese la voglia di cimentarmi nell’allevamento. Inoltre cominciai a scoprire che oltre ad allevare potevo cimentarmi nel mondo delle esposizioni.
Vidi per la prima volta dei canarini Rosso Arancio Mosaico (cosi erano chiamati allora) e rimasi talmente impressionato per la loro bellezza, che ne acquistai subito una coppia, quello fu l’inizio della mia carriera d’allevatore ed espositore prima e da giudice della Federazione Ornitologica Italiana poi.
Premetto ancora che come molti ho iniziato ad allevare in situazioni precarie (uno scafale 90x40x180 suddiviso in quattro ripiani, posto sul balcone di casa), iniziai con dei canarini lipocromici bianchi e gialli oltre ai già citati Rossi Mosaici. La scelta del tipo di canarino da allevare rispecchiava pienamente le necessità di cominciare ad allevare un canarino robusto per fare un po’ di esperienza sotto l’aspetto delle nascite.
Di mostre all’inizio ne facevo veramente poche, perche le mie coppie erano talmente esigue per cui il numero dei novelli da portare alle mostre erano pochi e inoltre non avevo ancora un ceppo ben stabilizzato e quindi preferivo attendere con pazienza risultati migliori e duraturi.
Nel 1991 cominciai ad inserire dei canarini melanici e in particolar modo mi cimentai nell'allevamento di un tipo di canarino che a mio parere, è stato e lo è tuttora uno dei canarini più amati e apprezzati nel mondo ornitologico: il SATINE’.
Siccome sono sempre stato affascinato dalla categoria Mosaico acquistai tre coppie di Satinè Rosso Mosaico e subito capii che non era un canarino facile da allevare per cui dovetti impegnarmi molto. Cominciai a studiare la storia di questo tipo, come fu generato e tutte le evoluzioni che negli anni sono andate presentandosi.

Il canarino SATINE’ (5° FATTORE DI RIDUZIONE)
Questa mutazione, recessiva legata al sesso, è apparsa nei Paesi Bassi nel 1970 e si manifesta sui canarini inibendo l’eumelanina nera e la feomelanina bruna, ma non l’eumelanina bruna, che è la forma mutante dell’eumelanina nera (mutazione del canarino Bruno), la quale è però in grado di modificarla facendole assumere una colorazione beige.
La mutazione Satiné agisce su tutti e quattro i Tipi base: Nero, Bruno, Agata e Isabella in modo non uguale.
Nei canarini con feomelanina bruna (Bruno e Isabella) il disegno, essendo appunto feomelaninico, rimane presente ed è simile a quello dell’isabella classico che per la forte riduzione della stessa feomelanina, si manifesta con striature leggere, ma nitide, di tonalità beige.
Nei canarini con disegno eumelaninico (Nero e Agata), la mutazione satiné inibisce sia la eumelanina nera che la feomelanina bruna e il mantello si presenta totalmente privo di disegno melaninico.
Per cui i canarini Satiné si differenziano in due Tipi ben distinti tra loro:
- Tipi Bruno e Isabella che, avendo il disegno mutato in modo pressocchè uguale, sono denominati Satiné.
- Tipi Nero e Agata che non presentano più disegno apparendo come dei lipocromici, alla stessa maniera dei canarini Pheo (Agata e Isabella) che anche se geneticamente differenti da loro presentano similmente il mantello privo di striature, per cui appartengono alla stessa categoria dei Melaninici a occhi rossi.

I canarini Isabella e Bruno, interessati dalla mutazione e quindi indicati con il termine Satinè, sono quei soggetti il cui fenotipo è il risultato dell’effetto combinato di due distinte mutazioni: Bruno e Satiné. I soggetti più tipici evidenziano un disegno centrale, lungo la rachide, sottile e spezzato, costituito da sola eumelanina bruna che contrasta nettamente con il contorno, privo di qualsiasi traccia di feomelanina; esso deve interessare simmetricamente oltre al dorso anche i fianchi e la testa.
Il fattore Satinè provoca altresì, in tutti i tipi, la depigmentazione dell’occhio che appare di un rosso evidente e le zampe, il becco e le unghie di colore carnicino.

Difetti principali:
- disegno duro, lungo e largo oppure carente e sbiadito
- feomelanina ridotta o evidente sul mantello, creando, di fatto, poco contrasto con il disegno centrale lungo la rachide, fianchi mancanti in uno o entrambi i lati, occhio scarsamente depigmentato.

Dopo aver esposto le caratteristiche del satinè continuo il mio racconto. Per problemi di lavoro dovetti abbandonare la creazione del mio ceppo e ricomincia nel 2005 con uno nuovo, ma questa volta scelsi dei Satinè Gialli Mosaici. La varietà gialla nella categoria mosaico oggi è meno allevata della rossa ed è proprio per questo motivo che in mostra la qualità del tipo è inferiore, ma di ritorno secondo me è quella che più risalta la bellezza del Satinè.
Io mi sto cimentando in questo tipo di canarino da circa tre anni e devo dire che comincio a intravvedere i primi risultati, lo stamm che ho esposto all’ultimo Campionato Italiano non ha certo sfigurato, anzi posso dire che se non fosse stato per il fatto di aver prodotto pochi soggetti forse potevo trovarmi sicuramente fra i primi classificati, ma tale risultato è stato comunque di stimolo per il prossimo anno.
Nella nuova stagione cove, metterò in riproduzione 16 coppie di Satinè Giallo Mosaico oltre a 12 coppie di Agata Pastello Giallo Mosaico e a 8 coppie di Agata Opale Giallo Mosaico.
Ritornando ai Satinè devo dire che per esperienza personale ho preferito eseguire l’accoppiamento in purezza cercando di compensare la tonalità del disegno tra i soggetti, accoppiando quello più marcato con quello meno, per cercare di ottenere il disegno ottimale che deve essere rigorosamente di tonalità Beige poiché il Satinè ha un disegno uguale all’isabella per struttura, ma con una tonalità più diluita.
Purtroppo ultimamente si legge spesso sulle riviste del settore e nei Forum la contrastante tipologia di giudizio applicata a questo tipo di canarino che gli allevatori riportano, dopo la stagione mostre, in merito alla tonalità del disegno. A parere degli allevatori ci sono due linee di pensiero in merito alla marcatura del disegno del Satinè.
Pertanto, vVorrei sottolineare alcune personali precisazioni:
Un Satinè con disegno marcato sicuramente farà risaltare il bianco di fondo, ma non potrà essere diluito abbastanza come i criteri di giudizio prevedono.
Un satinè con disegno Beige come prevedono i criteri di giudizio potrà sembrare meno appariscente del primo, ma fortemente in linea con quanto stabilito nei criteri.
Grazie per l'attenzione
Marco Zampetti

Per contatti: MZampetti@enav.it

 
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