Alex&Mauro - Allevamento Canarini di Colore
 
 
 
Alcedo Edizioni - Ornitologia
Esperienze di Allevamento

L'EFFETTO TYNDALL
(a cura di Tommaso Casalino)

Premesso che non posso esprimere un parere tecnico sul tipo nero opale che non allevo ma che ammiro moltissimo nella varietà giallo e giallo avorio, esprimo un mio parere sul tipo agata avorio nella varietà rosso che ritengo una mutazione esteticamente molto interessante per le soffusioni che dona al piumaggio e per il risalto che riesce a dare all'"effetto tyndall" che è la caratteristica fondamentale che distingue il tipo opale.
L'"effetto tyndall" è un fenomeno fisico che si manifesta, ad esempio, quando i fanali di un'auto sono accesi in una giornata di nebbia. La luce con lunghezze d'onda più corte vengono disperse meglio, sicché il colore della luce dispersa assume una tinta azzurra.
Il cielo, ad esempio, ci appare blu perché esso è più diffuso dall'atmosfera rispetto al giallo, al verde e al rosso e perché in corrispondenza alla lunghezza d'onda del blu, l'occhio umano presenta elevata sensibilità. (Il violetto è diffuso ancora più del blu, ma l'occhio umano è meno sensibile ad esso di quanto non lo sia per le radiazioni azzurre-blu).
Nel canarino opale avviene lo stesso fenomeno dovuto alla rifrazione della luce sul piumaggio, che assume la tipica colorazione azzurrina e si manifesta con maggiore intensità su remiganti e timoniere per una maggiore concentrazione di pigmentazione caratterizzata per lo più dalla presenza di eumelanina nera.
Tuttavia tale pigmentazione azzurrina non si manifesta similmente in tutti i tipi opale, infatti ho avuto modo di constatare, attraverso la frequentazione delle varie mostre ornitologiche, che non in tutti i tipi opale tale effetto è realmente presente specialmente in relazione alla varietà ed alla categoria.
Da quanto ho potuto constatare personalmente, la maggiore evidenza di tale effetto si ha nel tipo Agata opale a fattore rosso intenso, invece si riduce considerevolmente nella categoria brinato e mosaico. Nel tipo Agata opale a varietà bianco è quasi assente, infatti la tonalità dell'effetto tende al grigio.
Per quanto riguarda invece la mutazione sovrapposta avorio, pare che tale mutazione evidenzi maggiormente l' "effetto tyndall", come si legge sul libro "I colori nel canarino" di Canali, testualmente cito: "pare che l'Avorio esalti maggiormente l'opalescenza in quanto il fondo avorio tende ad esaltare l'espressione melanica, evidenziandola. Quindi l'avorio non interferisce sulla melanogenesi ma solamente la evidenzia, cioè sottolinea la melanina a livello fenotipico. Stando così le cose i melanici ossidati sono avvantaggiati se di varietà Avorio, mentre i melanici diluiti sono svantaggiati se appunto di varietà Avorio".
Ho inoltre costatato che nel tipo Isabella opale tale effetto, a prescindere da varietà e categoria, è quasi del tutto assente. Nel tipo Bruno opale, la tonalità azzurrina viene sostituita da quella grigia, come se si trattasse di un onice, cosa che ho personalmente potuto osservare nella categoria mosaico. Nel tipo Nero opale infine da quello che ho potuto constatare, la tonalità è perlopiù grigia, anche se su un articolo apparso su Alcedo a firma di Mauro Montanaro, un valente allevatore del canarino opale, si parla di due linee di nero opale, il "nero opale nero" ed il "nero opale blu" a secondo che la tonalità opalescente sia più o meno tendente al grigio o al blu. Questa mi sembra un'interessante questione da dirimere. Come deve apparire realmente l'opale e come si deve ottenere l'opalescenza azzurrina, ossia quali sono geneticamente, sia a livello di fenotipo che di genotipo, i fattori che influiscono sulla manifestazione dell'effetto tyndall?

Per contatti: Tommaso Casalino

 
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