Ciao Mauro,
intanto mi scuso per non averti potuto conoscere personalmente a Reggio Emilia e spero di poterlo fare nelle prossime occasioni, comunque ti volevo dire che ho appena finito di leggere i tuoi articoli su Italia Ornitologica di dicembre ed anche quelli sui numeri di novembre, settembre ed ottobre, dove parli dei criteri di giudizio e della metodologia che i giudici dei canarini di colore adottano e vi ho trovato rispecchiato in tutto e per tutto il mio pensiero in merito alla tua critica al modo di giudicare.
Ti premetto che questo è stato il primo anno in cui ho esposto dei canarini di colore e sono solo due anni che sono iscritto alla FOI, ma credo di non potermi lamentare se sono riuscito ad ottenere fino ad oggi due secondi posti con 89 punti alle mostre dell'ARO e del GOR qui a Roma con dei canarini Agata Opale rosso avorio brinato e Isabella Opale rosso brinato.
Detto ciò, passo subito a complimentarmi con te per i tuoi sostanziosi articoli che, come ti dicevo, rispecchiano "in toto" l'idea che ho sul fatto che la valutazione dei giudici sia di tipo comparativo e non assoluto e questo a mio avviso rappresenta una grave pecca da parte della classe dei giudici che va a discapito sia degli allevatori che dei soggetti esposti.
Mi spiego meglio, come tu giustamente asserivi nei tuoi articoli, non vi può essere una valutazione oggettiva nel momento in cui vengono comparati diversi soggetti dello stesso tipo, poiché tale valutazione verrà influenza inevitabilmente dal rapporto che tali soggetti stabiliscono tra loro e non potrà essere valutato il valore assoluto di ogni singolo soggetto.
Ciò infatti, come tu dici, darebbe sicuramente degli ex-equo, come è giusto e realistico che avvenga in una valutazione, tuttavia pare che ciò non sia adeguato al carattere di competizione della manifestazione in cui appunto si deve stilare una classifica di merito.
Pare in effetti che tutto sia stato orchestrato dalla mente di un solo individuo che vuole costruire una realtà peculiare di un evento, dandone solamente la rappresentazione mentale che egli stesso ne trae e che nel caso del giudice è appunto adeguata ad una scala di giudizio che non ammette livelli orizzontali di valutazione, ma solo una gerarchia in cui letteralmente si costruisce mentalmente il vincitore a cui si assegna il posto più alto del podio e poi a seguire si coprono tutte quelle posizioni intermedie che portano appunto ad avere punteggi uniformi se calcolati sulla base di medie statistiche, anche in gare importanti come il C.I.
Sembra infatti assurdo che la media complessiva dei giudizi dati ai canarini di colore si attesti su 88,80 punti, essendo il C.I. la competizione in cui dovrebbe spiccare l'eccellenza di ogni singola categoria di giudizio. Eppure i dati da te riportati parlano chiaro e non sto qui a rielencarteli.
Tuttavia, avendo compiuto una riflessione su quanto asserisci, ciò che senza ombra di dubbio posso asserire, è rappresentato dal fatto che la valutazione dei giudici avviene in un contesto di relazioni peculiare ad ogni singola manifestazione ornitologica e pertanto questo spiega l'apparente insensato scostamento di giudizio da una manifestazione all'altra.
Ogni singolo contesto produce un suo peculiare codice interpretativo e quindi ciò significa che è il contesto interpretativo, ossia la classe giudicante, che crea mentalmente lo standard e non viceversa che sia lo standard, se ben interpretato, a definire e a premiare il canarino maggiormente tipico.
Questo tuttavia, sebbene possa apparire assurdo, avverrà fintantoché il giudice non prenderà ogni singolo canarino e lo valuterà per quello che è in base allo standard qualitativo di giudizio e quindi in modo assoluto e avulso dall'influenza delle relazioni con altri soggetti, che sebbene aiutino a selezionare e a dirigere la scelta, producono inevitabilmente una scala di giudizio che non fa altro che penalizzare gli ex-equo e uniformare tutti gli intermedi come se si trattasse di tanti secondi posti.
Cosicché alla fine, ciò che vince è ciò che è stato scelto, ma se ci fossero tanti ex-equo come è realistico che avvenga in manifestazioni quali il C.I., si premierebbe lo standard e non il singolo soggetto e non sarebbe forse ciò più didascalico?
Con questo dubbio ti saluto. Cordiali saluti.
Tommaso Casalino |