Alex&Mauro - Nero Opale, Nero Onice, Pastello Isabella e Satinè
 
 
 
 
 
Alcedo Edizioni - Ornitologia
Risposta e considerazioni agli articoli pubblicati sul numero di febbraio di Italia Ornitologica.

Il dibattito aperto ed intavolato su Italia Ornitologica, come già prevedevo, ha avuto immediatamente repliche (vedi nr. febbraio 2008) che, aldilà delle opinioni personali, restano legittime e indiscutibili.
Un ulteriore mio intervento sulle pagine della stessa rivista sarebbe apparso invadente, mi sembrava quasi voler abusare della loro eccessiva disponibilità. D'altra parte ho espresso la mia opinione, sperando solo di stimolare l'interesse degli organi competenti, quindi tornare ancora sugli stessi discorsi diventa oltremodo noioso. L'obiettivo, da quanto ho riscontrato, è stato ampiamente raggiunto. Però, mi preme esternare alcune "malinconie" e considerazioni e lo faccio qui sul mio sito, comunicando alla stessa I.O. della presenza di un personale articolo di risposta.
Per prima cosa ringrazio la C.T.N. che mi ha onorato della pregevole considerazione a significato che si è interessata alle mie argomentazioni e questa circostanza mi coinvolge positivamente, poiché dimostra come le voci di un qualsiasi allevatore vengano ascoltate. Resto lusingato e posso serenamente dire che non mi sono sentito contrariato per le discordanze esternate. Personalmente, non sono un giudice e nemmeno mi ritengo tale. Questo concetto l'ho espresso più volte, così come non è mia abitudine obiettare o criticare l'operato di un giudice che, per razionale constatazione, svolge un compito molto difficile. Tuttavia non credo di aver osato tanto fino a stuzzicare la suscettibilità di qualcuno, ma se così fosse accaduto la presente può terminare qui ed essere interpretata sostanzialmente quale lettera di scuse.
Ho apprezzato le diverse puntuali spiegazioni della C.T.N. e, anche se in principio sembrava volesse obiettare in toto quanto da me asserito, alla conclusione mi è apparsa limpida la chiarezza e la trasparenza nel voler prendere in considerazione qualche opzione, non dico migliorativa, ma che vada a snellire, semplificare, ottimizzare, le procedure di giudizio. Mi è piaciuta moltissimo l'affermazione "c'è allevatore ed allevatore e c'è giudice e giudice" , parole che sembrano profetiche per snellire un tantino le argomentazioni che hanno dai diversi punti di vista necessità di revisione. Mi scuso sempre con la C.T.N. per l'inesattezza dei rigoni dei Neri, d'altra parte non li allevo per fini competitivi e quindi la ritengo una svista giustificabile, ma il mio concetto rientrava solo nella spiegazione della metamorfosi che partiva dal vecchio Nerobruno agli attuali campioni, nulla di più.
Preciso che la C.T.N. è in errore allorquando ci spiega la metodologia del Campione di Razza , in quanto gli episodi sono accaduti a me personalmente e posso citare anche le mostre in cui ciò è avvenuto per far riscontrare la veridicità delle mie affermazioni con i verbali della mostra. Il Campione di Razza viene elevato a rango superiore e il secondo e terzo classificato vengono traslati di podio, questo è ciò che è accaduto più di una volta. Probabilmente alcune commissioni non hanno chiari gli indirizzi imposti dalla C.T.N., ma lo dico non con tono contrariato, ma solo per non essere definito bugiardo e dare strumenti alla C.T.N. per verificare attraverso i verbali stilati e quindi di approfondire la questione.
Ciò che mi ha intristito (da qui la definizione "alcune malinconie") è che, in un intervento strutturato in tre articoli che partiva dalla constatazione del voto medio di 88,80 punti del C.I. di Forlì , dato statistico tra l'altro confermato anche nell'ultimo di Pesaro, che tirava in ballo molteplici spunti di attenzione, primo fra tutti (che mi premeva maggiormente) la possibilità di premiare i canarini con voti alti, con la presenza degli ex-equo, ed inserire l'aspetto umano ad arbitrare la classifica finale , il dibattito sia stato focalizzato, ristagnandovi troppo, sulla questione della scheda analitica per tutti i punteggi. Questione che personalmente non cambia di molto la sostanza dei Metodi di Giudizio.
Il concetto di scheda sintetica era stato lo spunto a cui mi sono agganciato, e l'ho inserito nel discorso, che scaturiva dalla sperimentazione suggerita dalla stessa FOI, esprimendo il mio punto di vista, poiché mi trova sostanzialmente d'accordo, ma non era affatto il nocciolo della questione . Diciamo che, se non ci fosse stata questa circostanza in essere, vociferata e sperimentata in alcune mostre, tale innovazione non apparteneva , minimamente, ai concetti fondamentali del mio intervento. Quindi, sono rimasto deluso dalla mancata risposta su tutti gli altri argomenti.
Se si leggono attentamente i miei scritti e se volessimo fare la sintesi della mia ipotetica, comunque moderata , richiesta metterei al primo posto l'innalzamento del voto di giudizio senza condizionarsi nel timore degli ex-equo. Tale procedura non sarebbe nemmeno tanto innovativa perché inviterei tutti a visionare i risultati del 60° Campionato Tedesco per ammirare come vengono giudicati i primi cinque soggetti (per visionare le classifiche tedesche clikka QUI). Signori è uno spettacolo della canaricoltura che trionfa (permettetemi queste espressioni ma sono i miei punti di vista).
Al secondo posto la specializzazione dei giudici da mettere in pratica, per rispondere al giudice Funaro, almeno nelle mostre di grande risonanza e considerare le minori come banco di studio per i giudici stessi. Chiaramente non dico un giudice per ogni tipologia, ma specializzazione a gruppi al fine di creare un mosaico completo, con corsi di perfezionamento come hanno fatto i "mosaicisti" . Su questo argomento ho scritto qualcosa pubblicato su questo stesso sito.
Al terzo posto metterei tutta la mia argomentazione sul frazionamento del punto per evitare "la classifica scalettata di punto in punto" che va automaticamente a penalizzare piuttosto che a premiare.
Pertanto mi sembra riduttiva la risposta prevalentemente incentrata sulle schede di giudizio analitiche a tutti i concorrenti o solo a quelli da un dato punteggio in su. Infatti, tale attualissima tematica la ritengo esclusivamente un escamotage utile per snellire le procedure, a me personalmente non cambia nulla, fermo restando che alla didattica espressa dal giudizio (personalmente) non ci credo pienamente e il mio parere non deve rappresentare una remora per alcuno.
Riguardo l'articolo scritto dal giudice Funaro avrei diverse rimostranze da fare, partendo proprio dall'introduzione nella quale egli specifica di voler essere più obiettivo possibile, esprimendo esclusivamente un personale parere, evitando riflessioni che potrebbero apparire faziose. Infatti l'ho trovata totalmente contraddittoria con il contenuto. Il tono di chi legge (probabilmente non ponderato debitamente da chi scrive) è sembrato mirato, polemico e oltremodo fazioso, ma questa è la mia personalissima interpretazione che, per restare in tema, non vuole essere nella maniera più assoluta offensiva, risentita e polemica.
Al giudice Funaro ricordo che i miei articoli si basavano su argomentazioni molto più ampie e sembra che per lui abbiano rappresentato soltanto lo spunto per una personale crociata verso le schede di giudizio analitiche, per tutti o per pochi, e altri aspetti collegati ai punteggi. Per chiarezza esterno che l'amplificare dettagli di concetti, espressi in un tema di più ampio respiro, attraverso la sottolineatura di casistiche limitate e ristrette, sfocia automaticamente nella scarsa obiettività, sconfinando in ciò che definirei fazioso. Nella mia espressione i canarini da 87 in giù , l'appunto non si riferiva all'87 nello specifico, ma agli 82/83/84 assegnati al Campionato Italiano in questione (mea culpa non l'ho specificato bene) . In tal senso resto dell'opinione che detti punteggi non sfociano in alcuna espressione di didattica. Il concetto pertanto (vista che si trattava di suggerimenti alla C.T.N.) era quello di fare maggiore attenzione a dare punteggi troppo bassi, ma alla fine dei conti ognuno in casa propria può fare come crede. E' vero questi sono dettagli, ma se si premette che sono state lette le mie argomentazioni con molto interesse, mi chiedo come mai non ho avuto così ampia considerazione sui punti fondamentali dell'articolo?
Sempre per schiettezza, ma senza alcun rancore poiché intuisco che nello scrivere ci si possa lasciare prendere "la mano dalla penna" (accade sovente anche a me), faccio notare che la terminologia ha la sua valenza che può avere toni diversi a seconda se si è trascinati dallo scrivere o semplicemente concentrati nel leggere. Pertanto, trattandosi il nostro di un hobby, non oso immaginare quale sentimento possa provare il giudice Funaro dinanzi a situazioni della vita più drammatiche, visto che "inorridisce" palesemente dinanzi ad alcuni concetti espressi (opinioni personali), pur sapendo io stesso di non essere suffragato dalla totalità della platea. Le mie idee miravano a rappresentare unicamente dei suggerimenti. Dette privatamente avrei accettato qualsiasi sua libertà di espressione, ma nella circostanza pubblica il giudice mi è apparso arbitrariamente irrispettoso verso le mie opinioni personali.
La spiegazione sulla schematizzazione delle 8 casistiche per arrivare a definire un 88 punti (mi perdonino, ma è schiettezza) dal mio punto di vista dimostra solo che un giudice sa contare fino ad 88. Per carità non me ne vogliate, non la considerate un'offesa . Spiego meglio il mio punto di vista. Se il "soggetto 1" (come descrive il giudice) andrebbe migliorato in ogni mostra solo nel Piumaggio. Se il "soggetto 2" andrebbe migliorato in ogni mostra solo nelle Proporzioni e Forma. Se il "soggetto 3" andrebbe migliorato in ogni mostra solo nella Categoria. Beh . che dire, non avrei scritto tutte quelle pagine in quegli articoli. Saremmo tutti ben lieti di apprendere la verità attraverso il verdetto dei giudici. Il punto qual è? Io non credo alla universalità del giudizio , e RIPETO non "inorridisco" nemmeno perché, sempre per mia ammissione, ritengo che il giudice non è messo nella libera condizione di valutare, ma è "strumentalizzato" dalla classifica scalettata di un punto. L'amico Funaro (spero davvero di conoscerla di persona) ha dimenticato una cosa importante.
Il "soggetto 1" è stato considerato dal quel determinato giudice come un canarino che andrebbe migliorato nel Piumaggio. Il "soggetto 2" è stato considerato dal quel determinato giudice come un canarino che andrebbe migliorato nelle Proporzioni e Forma. Il "soggetto 3" è stato considerato dal quel determinato giudice come un canarino che andrebbe migliorato nella Categoria. Sarò un folle ma scommetterei una fortuna sul fatto che lo stesso canarino (ammesso che riceva sempre 88 punti) in 5 mostre differenti non riceva mai 5 giudizi nella stessa identica casistica espressa dal giudice Funaro. Per mia follia (sempre nella più remota ammissione che riceva dai giudizi 88 punti) punterei su almeno 4 casistiche diverse, cioè: per un giudice è da migliorare nel Piumaggio, per un altro nella Categoria . e via dicendo. Evitiamo di inserire alibi circostanziali, perché è umano vederla in modo diverso a seconda delle diverse condizioni di gare oggettive.
Quindi, per giungere al nocciolo della mia questione stiamo parlando di un concetto di didattica basata sulla personale interpretazione di un giudice, per questo ho remore a crederci. Il giudice può essere bravissimo (altri possono esserlo meno), ma attenzione è umano essere imperfetti, così come mi ricorda la C.T.N. quando mi dice che il Canarino Perfetto NON esiste. Per questo invoco la specializzazione, perché quando la C.T.N. afferma "c'è Giudice e Giudice . c'è Allevatore ed Allevatore" sappiamo tutti di cosa stiamo parlando.
Nei miei articoli non ho voluto mai portare ad esempio eventi accaduti, perché mi appariva un tantino lamentoso. Il giudice porta ad esempio alcuni suoi campioni nati da una coppia che non era stata esposta. Non entro in merito ai criteri di accoppiamento e selezione, ma ne approfitto per tirare fuori un esempio personale.
All'ultima Internazionale di Reggio Emilia 2007 un nostro Nero Opale Giallo Avorio Intenso si è classificato 1° con il punteggio di 92 punti. L'abbiamo ingabbiato al C.I. di Pesaro ed ha ottenuto 89 punti. Sinceramente, non ci siamo preoccupati più di tanto, perché sappiamo benissimo che ogni mostra è un capitolo a se. Probabilmente, il motivo nello specifico (perché ogni questione è una storia a parte) è espresso inconsciamente sull'articolo sul "Giallo Avorio" che ho scritto, in collaborazione con il giudice Crovace, per la rivista Alcedo e che spero pubblicheranno a breve. Però chiedo al giudice Funaro: "sono un giovane allevatore alle prime armi . quale strada devo seguire quella del 92 punti o quella dell'89?" Come dire, quale scheda di giudizio è veritiera se devo tenerne conto per migliorare il ceppo?
Comunque, quanto affermato dal giudice Funaro non è assolutamente infondato perché nelle mie esplicazioni qualche punto non analizzato fino in fondo c'è e quindi delle inevitabili imprecisioni, ma ripeto i miei erano suggerimenti con i quali tentavo di coinvolgere gli organi competenti a prenderne atto. Il compito spetta a loro e con tutta umiltà non sarei in grado di dettare un dogma che voglia avere una non so che di universalità. Riguardo gli stamm avrei anche qui la mia opinione: presto scriverò qualcosa sulle pagine del mio sito. Qualcosa circa l'Armonia la scrisse a suo tempo l'allevatore Scurati e non ho mai letto considerazioni e attenzioni di risposta a riguardo. Peccato!!!
Chiudo con un'ultima puntualizzazione. Il giudice Funaro asserisce che i Criteri di Giudizi sono notevolmente cambiati perché il "Libretto Blu" era di 66 pagine del formato 15x10 cm., adesso è diventato 29x22 cm. con circa 200 pagine. Sul mio articolo avevo espresso il concetto che i Criteri di Giudizio erano rimasti "pressoché invariati" , quindi nell'affermazione era contenuto l'aggiornamento. Sappiamo bene che alcune tipologie sono state riviste, ma da qui far credere che i Nuovi Criteri di Giudizio sono (quantitativamente) diventati una "Bibbia dell'Ornitologia" ce ne passa. Lo dico perché chi non possiede questo volume potrebbe avere un'idea ingigantita della questione. Spieghiamo meglio tanto per fare chiarezza. Il nuovo libro (ovviamente impaginato in un'altra maniera, più moderna) consta esattamente di 196 pagine, di cui 73 sono dedicate alle fotografie, 43 pagine a titoli delle sessioni e pagine bianche, 8 all'introduzione e alle origini del canarino, soltanto 72 dedicate alle descrizioni delle caratteristiche del tipo. Come dire . i conti tornano sempre (se aggiungiamo le ultime mutazioni). Se qualcuno mi vorrà dire: . ma ci sono le foto?!? . Beh . lasciamo perdere e impariamo a memoria quello che c'è scritto.

Chiedo scusa anticipatamente se, come ho detto nel testo "mi sono lasciato prendere anch'io la mano dalla penna", ma non è mia intenzione istigare una disputa. È solo la mia natura che mi porta ad essere schietto e leale. Spero vivamente che il Sig. Funaro non la prenda a male e mi scriva in email, perché la mia vuole essere, chiarite le incomprensioni, una palese dichiarazione di amicizia, visto che nella umana manifestazione di opinioni contraddittorie abbiamo quel vezzo comune che definirei stessa passione. Una cordiale stretta di mano.
Mauro Montanaro

Invito tutti gli allevatori ed utenti del sito a partecipare al dibattito. Per scrivere la propria . clikka QUI.

 
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